Danni edili alla costruzione

I dan­ni edi­li cau­sa­ti da mar­ce­scen­za e muf­fe pos­so­no ve­ri­fi­car­si se in in­ver­no l'aria cal­da e umi­da dell'am­bien­te pe­ne­tra nel­la co­stru­zio­ne coi­ben­te, ad es. at­tra­ver­so le fu­ghe nel­lo stra­to di fre­no al va­po­re e bar­rie­ra all'aria, pro­vo­can­do la for­ma­zio­ne di gran­di quan­tità di con­den­sa. Co­stru­zio­ni im­per­mea­bi­li all'aria aiu­ta­no a evi­ta­re che que­sto ac­ca­da ga­ran­ten­do un cor­ret­to smal­ti­men­to dell'umi­dità de­gli am­bien­ti.

diagramma condensazione

Cause della formazione di condensa

Un cli­ma abi­ta­ti­vo sa­no do­vreb­be es­se­re con­trad­di­stin­to da un'umi­dità re­la­ti­va del 50 % ca. in pre­sen­za di una tem­pe­ra­tu­ra dell'aria di 20 °C. Que­sto equi­va­le a 8,65 g di ac­qua per ogni me­tro cu­bo d'aria. Se in in­ver­no que­st'aria cal­da flui­sce ver­so l'ester­no at­tra­ver­so le fu­ghe dello strato di barriera all'aria, tende a raffreddarsi pro­gres­si­va­men­te nel per­cor­so at­tra­ver­so la coi­ben­ta­zio­ne. L'aria fred­da formatasi assorbendo me­no umi­dità dell'aria cal­da porta la tem­pe­ra­tu­ra del pun­to di ru­gia­da dell'aria a circa 9,2 °C, con condizioni dell'ambiente a 20 °C con il 50 % di umi­dità re­la­ti­va. Al di sot­to di questa temperatura limite, si for­ma del­la ru­gia­da e nel ca­so di un raf­fred­da­men­to a –10 °C, possono arrivare a con­den­sa­re fino a 6,55 g di umi­dità al me­tro cu­bo nel­la co­stru­zio­ne.

convezione fuga umidità

Paragone diffusione e convezione

L'isti­tu­to di fi­si­ca edi­le di Stoc­car­da ha ana­liz­za­to un sistema coibente di 1 x 1 m con uno spes­so­re di 14 cm. Nel ca­so del mon­tag­gio corretto di una guai­na di fre­no al va­po­re e di una bar­rie­ra all'aria sen­za fu­ghe, con una re­si­sten­za al­la dif­fu­sio­ne (va­lo­re sd) di 30 m, la pe­ne­tra­zio­ne dell' umi­dità per dif­fu­sio­ne di 0,5 g d'ac­qua/m² cal­co­la­ta in pre­ce­den­za puo' avere effettivamente conferma. Se la stes­sa co­stru­zio­ne avesse presentato una fu­ga lar­ga 1 mm nel­lo stra­to di fre­no al va­po­re e di bar­rie­ra all'aria, si sarebbero formati circa 800 g d'ac­qua/m² al gior­no nell'ele­men­to edi­le. Que­sto flus­so di umidità attraverso lo strato d'aria è de­fi­ni­to con­ve­zio­ne.

Per convezione penetra quindi una quantità di umidità 1600 volte superiore che per diffusione. La con­ve­zio­ne quindi può essere la con­se­guen­za diretta di un'im­per­mea­bi­liz­za­zio­ne all'aria di­fet­to­sa.

Diffusione

Diffusione

La dif­fu­sio­ne si crea a cau­sa del­la dif­fe­ren­za di pres­sio­ne tra in­ter­no ed ester­no. In que­sto ca­so, lo scam­bio non av­vie­ne at­tra­ver­so le fu­ghe del manto di tenuta all'aria, ma per il pas­sag­gio dell'aria at­tra­ver­so uno stra­to compatto di ma­te­ria­le. Il fenomeno della diffusione del vapore acqueo av­vie­ne di nor­ma in in­ver­no, dall'in­ter­no ver­so l'ester­no mentre in esta­te dall'ester­no ver­so l'in­ter­no.

La pe­ne­tra­zio­ne dell'umi­dità nel­la co­stru­zio­ne di­pen­de dal­la re­si­sten­za al­la dif­fu­sio­ne (va­lo­re sd) del ma­te­ria­le. Per fare un esempio, in in­ver­no un fre­no al va­po­re con un va­lo­re sd pa­ri a 2,3 m la­scia pe­ne­tra­re nel­la co­stru­zio­ne cir­ca 5 g d'umi­dità al me­tro qua­dra­to al gior­no.

Convezione

Convezione

Se l'aria si muo­ve sot­to­for­ma di cor­ren­ti si par­la di con­ve­zio­ne. La cau­sa del­la con­ve­zio­ne è di so­li­to un di­fet­to nel­lo stra­to di im­per­mea­bi­liz­za­zio­ne all'aria (guai­ne di bar­rie­ra al va­po­re non in­col­la­te tra di lo­ro o non si­gil­la­te in mo­do corretto e im­per­mea­bi­li all'aria agli ele­men­ti edi­li adia­cen­ti).

L'im­pul­so per la nascita del fenomeno convettivo si ha quando la dif­fe­ren­za di tem­pe­ra­tu­ra tra il cli­ma am­bien­ta­le in­ter­no ed ester­no pro­vo­ca una dif­fe­ren­za di pres­sio­ne che a sua vol­ta ten­de a realizzare una com­pen­sa­zio­ne at­tra­ver­so un flus­so d'aria.

Diffusione per fiancheggiamento tra le murature

Diffusione per fiancheggiamento tra le murature

L'umi­dità può entrare nel­la coi­ben­ta­zio­ne an­che per fiancheggiamento at­tra­ver­so gli ele­men­ti edi­li. Questi ultimi sono di nor­ma im­per­mea­bi­li all'aria, ma pre­sen­tano un va­lo­re sd mi­no­re ri­spet­to a quel­lo del fre­no al va­po­re.
Esem­pio: Pa­re­te in mu­ra­tu­ra di con­nes­sio­ne, in­to­na­ca­ta e im­per­mea­bi­le all'aria. Se le co­stru­zio­ni chiu­se al­la dif­fu­sio­ne all'ester­no so­no do­ta­te all'in­ter­no di fre­ni al va­po­re che non per­met­to­no o per­met­to­no una ri­dot­ta asciu­ga­tu­ra in retrodiffusione, vi è un possibile ri­schio di umi­dità e quin­di an­che di possibili dan­ni edi­li no­no­stan­te la loro impermeabilizzazione all'aria.

L'im­per­mea­bi­liz­za­zio­ne in­tel­li­gen­te "pro clima" of­fre quindi una si­cu­rez­za de­ci­sa­men­te mag­gio­re per gli ele­men­ti edi­li.

Materiali edili umidi

Materiali edili umidi

Anche attraverso elementi edili umidi può penetrare molta acqua nella costruzione.

Nel ca­so di un tet­to con tra­vi da 6/22, e=70 cm e un pe­so del le­gno di 500 kg/m³, abbiamo cir­ca 10 kg di le­gno per me­tro qua­dra­to. In se­gui­to all'asciu­ga­tu­ra del le­gno, si possono liberare le se­guen­ti quan­tità d'ac­qua

  • 100 g d'acqua/m² nel caso di asciugatura pari all'1 %
  • 1000 g d'acqua/m² nel caso di asciugatura pari all'10 %
  • 2000 g d'acqua/m² nel caso di asciugatura pari all'20 %