Qualità dell'aria interna e clima abitativo confortevole

Un iso­la­men­to tra­spi­ran­te e una cor­ret­ta te­nu­ta all'aria pro­teg­ge dal­la muf­fa, im­pe­di­sce che d'in­ver­no l'aria in­ter­na di­ven­ti trop­po sec­ca e d'esta­te man­tie­ne gli am­bien­ti fre­schi più a lun­go.

Schimmel

Muffa

La pe­ne­tra­zio­ne in un elemento costruttivo di aria calda e umida proveniente dall'interno dell'ambiente, a cau­sa di una progettazione non corretta del manto di im­per­mea­bi­liz­za­zio­ne all'aria, com­por­ta il possibile svi­lup­po d'ac­qua di ru­gia­da e di con­se­guen­za possibile for­ma­zio­ne di muf­fa. Mol­te muf­fe li­be­ra­no, co­me pro­dot­to se­con­da­rio del­la me­ta­bo­liz­za­zio­ne, ve­le­ni co­me VOC (com­po­sti or­ga­ni­ci vo­la­ti­li) e spo­re, che rap­pre­sen­ta­no un pe­ri­co­lo per la sa­lu­te dell’uo­mo. La muf­fa è con­si­de­ra­ta la pri­ma cau­sa di al­ler­gie. Non è importante come i VOC o le spo­re della muffa entrino in contatto con il cor­po uma­no, con l'aria at­tra­ver­so le vie re­spi­ra­to­rie o con il ci­bo at­tra­ver­so lo sto­ma­co; è prioritario che il con­tat­to con le muf­fe sia as­so­lu­ta­men­te evi­ta­to.

 

Durante l'inverno: Aria interna non troppo secca

Il fe­no­me­no spes­so os­ser­va­to d'in­ver­no dell’aria in­ter­na trop­pa sec­ca è do­vu­to all’aria fred­da ester­na che pe­ne­tra all’in­ter­no at­tra­ver­so spif­fe­ri e fes­su­re. Quan­do que­st’aria fred­da vie­ne scal­da­ta, at­tra­ver­so gli im­pian­ti di ri­scal­da­men­to, la sua umi­dità re­la­ti­va si ri­du­ce.
Ca­se con una cat­ti­va im­per­mea­bi­liz­za­zio­ne all’aria ten­do­no in in­ver­no a svi­lup­pa­re all'in­ter­no un’aria trop­pa sec­ca, che non mi­glio­ra nean­che con i deu­mi­di­fi­ca­to­ri. La con­se­guen­za di­ret­ta è un cli­ma abi­ta­ti­vo po­co pia­ce­vo­le.

diagramma condensazione umidità relativa

Un esempio

Aria ester­na al­la tem­pe­ra­tu­ra di -10 °C e in con­di­zio­ni di umi­dità re­la­ti­va dell'80% (cli­ma in­ver­na­le stan­dard se­con­do DIN 4108-3) può as­sor­bi­re al mas­si­mo 1,7g/m³ di umi­dità. Se que­st’aria vie­ne scal­da­ta a 20 °C (tem­pe­ra­tu­ra in­ver­na­le stan­dard all’in­ter­no), il tas­so di umi­dità re­la­ti­va scen­de al 9,9%.

Que­sto va­lo­re è de­ci­sa­men­te trop­po bas­so per un cli­ma abi­ta­ti­vo sa­no.
Si per­ce­pi­sce co­me con­for­te­vo­le un'umi­dità re­la­ti­va dell'aria pa­ri tra il 40% e il 60%.

sezione l'estate

Durante l'estate: Ambienti freschi più a lungo

Per la pro­te­zio­ne dal cal­do esti­vo, si cal­co­la­no lo sfa­sa­men­to e la ri­du­zio­ne di am­piez­za del­la tem­pe­ra­tu­ra. Per que­sto si pre­sup­po­ne una coi­ben­ta­zio­ne ter­mi­ca im­per­mea­bi­le all’aria, at­tra­ver­so la qua­le il ca­lo­re si pro­pa­ga len­ta­men­te po­ro per po­ro. Di­scon­ti­nuità o fes­su­re nel man­to di im­per­mea­bi­liz­za­zio­ne all'aria com­por­ta­no, a cau­sa del­la gran­de dif­fe­ren­za di tem­pe­ra­tu­ra e quin­di an­che del­la dif­fe­ren­za di pres­sio­ne, una cor­ren­te d’aria dall’ester­no ver­so l’in­ter­no, con un con­se­guen­te for­te scam­bio e mo­vi­men­to del­la stes­sa.

Una coi­ben­ta­zio­ne con una pro­get­ta­zio­ne non cor­ret­ta del man­to di te­nu­ta all'aria non può con­tri­bui­re cor­ret­ta­men­te al­la pro­te­zio­ne dal cal­do esti­vo.
Si crea un cli­ma abi­ta­ti­vo non con­for­te­vo­le e trop­po cal­do.